Un uomo usa un'impronta digitale per accedere

Autenticazione multifattore: scegli il secondo fattore ideale e mantieni gli accessi sotto controllo

L’autenticazione multifattore è il modo più concreto per trasformare un semplice login in un controllo d’accesso robusto e resistente agli errori umani. Funziona quando scegli il fattore giusto in base al rischio, lo configuri su almeno due dispositivi indipendenti e stabilisci regole chiare per sessioni, dispositivi fidati e recupero. L’obiettivo è duplice: alzare la soglia per chi tenta un accesso illegittimo e, allo stesso tempo, ridurre attriti nella vita quotidiana. La chiave pratica è privilegiare metodi resistenti al phishing, eliminare i fallback deboli, tenere codici di emergenza davvero utilizzabili e rivedere periodicamente cosa è registrato sul tuo account. Con pochi accorgimenti la MFA diventa rapida e affidabile: premi un tasto o confermi con il volto, entri in sicurezza e sai già cosa fare se perdi il telefono o cambi computer.

Scegli il fattore giusto per il rischio: prima chiavi e passkey, poi TOTP, infine SMS

Non tutti i fattori sono uguali. Per conti bancari, identità, lavoro e caselle e-mail principali, punta su metodi “phishing-resistant”: passkey e chiavi di sicurezza FIDO2/WebAuthn, che vincolano la prova di possesso al dominio reale e non funzionano su copie malevole. Subito sotto, per servizi senza passkey, usa codici TOTP generati da un’app autenticatrice: non dipendono dalla rete mobile, funzionano offline e sono molto più affidabili dei codici via SMS o e-mail. Le notifiche push sono comode, ma attivale solo se supportano “number matching” o dettagli di dispositivo/posizione per evitare approvazioni alla cieca. Mantieni SMS come ultima linea d’emergenza, utile solo se il resto non è disponibile; proteggi la SIM con PIN e chiedi al tuo operatore il blocco alle portabilità non autorizzate per ridurre i rischi di SIM-swap. Assegna la priorità dei fattori in base al valore dell’account: per tutto ciò che contiene denaro, identità o accessi a catena, scegli sempre il fattore più forte disponibile.

Configura con metodo: due dispositivi, niente fallback deboli e passaggi rapidi

Una configurazione solida parte dal registrare almeno due fattori indipendenti: una passkey “di piattaforma” sul dispositivo che usi ogni giorno e una chiave fisica separata chiusa in luogo sicuro, oppure due chiavi fisiche gemelle su cui cloni le credenziali durante l’onboarding. Se usi TOTP, aggiungi l’account a due app autenticatrici su dispositivi diversi e sincronizza correttamente l’orologio, perché lo scarto di tempo fa fallire i codici. Subito dopo, genera e stampa i codici di recupero, riponili offline e non salvarli in screenshot o note non cifrate. Disabilita dove possibile i fallback più deboli come e-mail o SMS se hai già passkey/TOTP attivi e abilita il “number matching” per le richieste push, così ogni approvazione diventa consapevole. Per rendere tutto rapido, imposta lo sblocco biometrico sul dispositivo principale, collega l’autenticatore al backup cifrato e verifica che l’accesso funzioni con rete assente: se sei coperto offline, sei coperto davvero.

Dispositivi fidati, sessioni e “remember me”: fiducia sì, ma solo dove serve

La spunta “ricorda questo dispositivo” è comoda, ma va usata solo su device personali con cifratura del disco, blocco schermo e aggiornamenti attivi. Non marcare come fidati computer temporanei, di lavoro condiviso o browser di prova. Tieni sotto controllo la sezione “dispositivi e sessioni”: una volta al mese rivedi l’elenco, chiudi quelle che non riconosci, rimuovi telefoni venduti o ripristinati e revoca l’accesso dalle app che non usi più. Per i flussi più delicati—pagamenti, modifiche alle impostazioni di sicurezza, esportazioni di dati—abilita se disponibile il cosiddetto “step-up MFA”: anche se la sessione è valida, il servizio ti chiederà di ripetere il secondo fattore prima dell’azione sensibile. In viaggio o in contesti instabili, riduci la durata delle sessioni ricordate e prevedi un profilo “usa e getta” per i browser di hotel o postazioni pubbliche, senza estensioni e con pulizia automatica alla chiusura, così le tracce spariscono senza sforzo aggiuntivo.

Recupero ed emergenze senza panico: routine chiare quando perdi il fattore

La differenza tra un incidente e un disastro è avere una procedura pronta. Se perdi il telefono con l’autenticatore, non tentare esperimenti: usa la chiave fisica o la seconda app come fattore alternativo, entra dagli indirizzi ufficiali salvati nei segnalibri, sostituisci l’autenticatore sul nuovo device e revoca le sessioni attive. Se non hai altri fattori, usa i codici di recupero stampati e rigenerali subito dopo l’accesso. In caso di furto o SIM-swap, cambia la password dall’account legittimo, rimuovi la SIM dai dispositivi di fiducia, abilita blocchi all’operatore e passa temporaneamente a fattori non legati al numero. Una volta all’anno, fai una “prova disastro” su un account secondario: esegui l’accesso solo con i metodi di backup e verifica che i codici stampati siano leggibili e validi. Questa simulazione di pochi minuti toglie incertezza quando la pressione è alta e ti segnala in anticipo se manca un pezzo nella catena di recupero.

Manutenzione leggera e controllo continuo: inventario, audit e aggiornamenti

La MFA resta forte se resta in ordine. Ogni trimestre rivedi l’inventario dei fattori registrati per gli account critici, rimuovi dispositivi che non usi più, ruota i codici di recupero e aggiorna l’etichetta delle chiavi fisiche per riconoscerle a colpo d’occhio. Aggiorna regolarmente sistema, browser e autenticatore: molte patch migliorano proprio WebAuthn, protezioni anti-phishing e affidabilità dell’autorizzazione biometrica. Tieni notifiche e avvisi di accesso insolito attivi e legati a una casella e a un numero che controlli davvero; se ricevi richieste MFA che non hai iniziato, non approvare nulla e cambia la password. Infine, allinea le scelte ai tuoi ritmi: su dispositivi personali usa passkey per la massima velocità, su postazioni condivise preferisci chiavi fisiche rimovibili e per gli account “archivio” mantieni TOTP affidabili con backup stampato. Con questo ciclo leggero—scelte forti, doppio fattore indipendente, recupero reale e piccoli audit—gli accessi restano sicuri e rapidi per mesi senza interventi “eroici”.

 

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